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La maggior parte degli appassionati di bici da corsa o di mountain bike non si rendono conto di quanto potrebbe migliorare la loro performance sia in termini di prestazione che di durata semplicemente affinando la tecnica di pedalata.

Ci sono sportivi molto forti in giro che non sanno valorizzare la loro potenza e, spesso, mi rendo conto che quando pedalo con loro il mio passato da Professionista mi aiuta molto. La prima cosa che immediatamente mi salta all’occhio quando sono in difficoltà (ora che le mie ore di allenamento sono veramente poche) è che i miei antagonisti hanno una cadenza di pedalata non appropriata. Oppure pedalano nervosamente scaricando la potenza in modo non uniforme o, ancora, seguono traiettorie non lineari.

In realtà un tecnico vede mille sfaccettature che possono portare ad un miglioramento della pedalata. Ci vuole il famoso “occhiometro”. Ma vi posso elencare alcuni degli aspetti negativi più comuni che si possono vedere.

TRAIETTORIE

Vi sembra banale? Sapete quante ore passano i cronomen professionisti ad allenarsi a pedalare su di una linea bianca? Ricordate che andare dritti vuol dire fare meno strada. Non solo: chi proviene dal mountain bike quando pedala in salita su strada va al punto di corda dei tornanti appena dopo la metà della curva. Questo spesso è il miglior compromesso fra lunghezza della traiettoria e pendenza della salita.

PEDALATA SUPERFLUA

Guardate i professionisti, spesso non hanno nemmeno le dita sui freni. Calibrano così bene la pedalata che non andranno mai a sbattere contro chi li precede. E’ questione di concentrazione. Ogni pedalata in più è un millesimo di sforzo in più.

PEDALATA FLUIDA

Sfatiamo subito un mito: la pedalata rotonda non esiste.

La spinta avviene tutta quando la gamba scende. Se pedalate “rotondo” però, la vostra gamba antagonista risale da sola, senza creare attrito alla gamba in spinta. Questo diventa ancora più importante con l’aumentare della cadenza (numero di pedalate al minuto). Questo processo è una sorta di automatismo che si acquisisce con tanti km sulle gambe, oppure allenandosi con il classico pignone fisso da pista, come si faceva una volta. Un metodo alternativo ma funzionale è il semplice rullo. Questa è una componente che spesso manca moltissimo agli amanti del mountain bike.

 

 

CADENZA DI PEDALATA

Gli amanti del “rapportone” non demordono. E pochi tengono conto delle varianti del terreno e meteo. In condizioni di scarsa scorrevolezza, la nostra curva di potenza si sposta vero la forza. Questo vuol dire che sarebbe meglio andare a ricercare più coppia con una marcia più corta. Parliamo di tratti controvento, fuoristrada su erba o sabbia, asfalto frastagliato. Per allenare l’agilità, bisogna fare tratti brevi a ritmo massimale, non lunghissime sedute a ritmo di pedalata sfiancante.

IN PIEDI O SEDUTI?

Se utilizzate il cardiofrequenzimetro, saprete che pedalando in piedi avrete 6 – 8 battiti in più, quindi maggiore dispendio di energie. La compostezza in sella è fondamentale. A volte però la pedalata fuori sella può portare ad evitare una cambiata e questo è un vantaggio enorme di velocità. Bisogna imparare ad avere il motore elastico, limitando il numero di cambiate all’essenziale ed a lavorare variando il ritmo delle gambe.

L’ALLENAMENTO IN PRATICA

Se non si ha la possibilità di praticare un volume di allenamento importante, la tecnica di pedalata è affinabile sul campo utilizzando diverse tecniche: alternare sessioni su strada con il fuoristrada, dedicare una parte di preparazione al rullo o al pignone fisso. Ma il punto principale è applicare un alto tasso di concentrazione e dedizione. Se lavorerete su questo fattore specifico, otterrete risultati insperati in un arco di tempo medio-breve. In pratica è la classica cura dei dettagli. Il problema è che è difficile mentre si è sotto sforzo rendersi conto di quali sono dettagli su cui si può lavorare. Un esperto esterno potrebbe essere un grande aiuto. In alternativa concentrazione e analisi scrupolosa del proprio gesto atletico, senza trascurare nulla. Ricordate che in altre discipline sportive questo procedimento è naturale e parte integrante dell’allenamento, mentre negli sport di resistenza come nel ciclismo questo aspetto viene un po’ trascurato, sbagliando, visto che un affinato gesto atletico è in grado di influire sulla prestazione e sulla resistenza stessa.

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