COME NASCE IL GRAVEL, UNA NUOVA FILOSOFIA DI LA BICI

 

Nasce il gravel. Una nuova visione della bici, che sta prendendo sempre più piede in tutto il Mondo. Svariati produttori di bici, componenti, abbigliamento si stanno interessando a questo nuovo stile di vivere la bicicletta. E non a torto, perché il 2020 funestato dal Covid ha segnato un record di interessamento per il mondo gravel. Quali sono le cause e gli sviluppi che hanno portato molta gente – tra cui ciclisti di vecchia data – ad abbracciare questo stile di pedalata e di vita? Ci sono motivazioni tecniche ma non solo: il gravel nasce anche da problemi della società. Analizziamo questi fattori che hanno portato alla nascita del gravel.

Il Gravel nasce dalla crisi economica

Ebbene sì, anche se pochi sanno cosa succede oltre oceano, in molti stati Americani asfaltare le strade è diventato proibitivo per gli alti costi di lavorazione e manutenzione. E’ così alcuni hanno preso decisione drastiche: alcune zone dello stato dell’Indiana nel 2012 hanno trasformato le loro strade in gravel (che letteralmente significa ghiaia). Subito dopo sono stati seguiti da alcune cittadine del Michigan, e poi altre, e altre, lasciando molte strade sterrate, senza asfalto. E i ciclisti si sono trasformati loro stessi, passando alle bici gravel.

 

COME NASCE IL GRAVEL

 

Bici gravel: semplice sviluppo di una bici da ciclocross?

Abbiamo già spiegato le differenze fra una bici gravel e una da ciclocross. Lo sviluppo tecnologico ha portato a nuove soluzioni. I freni a disco per esempio lasciano più spazio agli pneumatici anche di larghezza superiore. Non solo: il sistema disc brake lascia più spazio per il portapacchi e per caricare eventuali bagagli. Molti costruttori oggi tendono a creare geometrie per bici gravel con un tubo orizzontale molto inclinato, per questione estetiche. Anche per differenziarle di più dalla ciclocross, che tradizionalmente vuole il tubo molto orizzontale per dare più spazio alla spalla nel caso di tratti da affrontare a piedi. Noi pensiamo che il tubo debba rimanere poco inclinato anche nel gravel, per permettere di alloggiare altri bagagli o borracce generose.

I regolamenti che hanno frenato la nascita del gravel negli anni ’90

Negli anni ’90 molti biker provenivano dal ciclocross o dalla strada. Per molti di loro quindi era più facile guidare con un manubrio da bici da corsa anziché la barra dritta del mountain bike. Nacquuero quindi delle bici ibride, che oggi chiameremo Monster Bike: mountain bike con il manubrio corsa. Forse proseguendo su questa strada saremmo presto arrivati alla gravel. Ma bloccò tutto l’UCI, vietando i manubri ricurvi, per dare alla neonata disciplina del mountain bike una sua immagine.

La società dell’automobile

Una spinta fortissima al gravel arriva dall’esterno, dalla società stessa. L’uso sempre più spasmodico dell’auto, anche per tragitti brevissimi, con guidatori sempre più disattenti, ha allontanato molti ciclisti dalle strade. Lo smartphone, abbinato all’automobile, è un’altra causa di “fuga” dalle strade, sempre più pericolose. I ciclisti si rifugiano nei boschi e nelle strade gravel, scoprendo luoghi e paesaggi inaspettati spesso a due passi da casa.

Il futuro del gravel

Il futuro delle bici gravel è ancora tutto da costruire. Si tratta di una bici talmente versatile, adatta talmente tante cose, che deve ancora scrivere la sua strada. La bici gravel può essere una perfetta compagna di viaggio, oppure può sostituire in parte la bici da corsa, con il suo carattere ibrido. Ancora, può sostituire in parte la mountain bike, grazie al suo trasformismo intrinseco. La domanda sorge quindi spontanea: può la bici gravel essere l’unica protagonista all’interno del garage di un ciclista? Noi pensiamo che il vero appassionato avrà anche una bici più specialistica fra le sue adorate due ruote, ma la gravel occuperà sempre un posto importante nel cuore del ciclista.

 

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