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Una delle novità più interessanti degli ultimi anni è la Gravel, la bici che permette di affrontare l’asfalto con un mezzo più scorrevole di una mountain bike, ma non disdegna una strada sterrata. La Gravel nasce in America, anche se in realtà si tratta più che d’altro di una metamorfosi della bici da ciclocross orientata verso altri obiettivi.

Vediamo qualche caratteristica della bici Gravel che ne determina il tipo di utilizzo e aiuta quindi a capire quale sia il giusto utilizzatore di questa tipologia di bicicletta.

La filosofia, alla base di questo mezzo, che ne ha portato alla realizzazione in serie deriva da un desiderio sempre più emergente:  molte persone stanno riscoprendo il piacere di pedalare sulle strade bianche (gravel=ghiaia).

In sintesi si tratta di una bicicletta con un telaio da corsa, ma non troppo estremo, anzi, con una geometria tendenzialmente comoda in modo da poter stare anche molte ore in sella, ruote rigorosamente da 28” e copertoni maggiorati (magari anche di 40 mm di sezione) con un minimo di grip.

Non è una mountain bike

Non pensate di fare “tutto” con una bici: ogni specialità ha la sua bici specifica. Se poi avete una bici in grado di affrontare più tipi di percorso, questo non vuol dire che possiate buttare via gli altri tipi di bicicletta. Con una bici gravel potete affrontare lo sterrato, è vero, ma si parla di sterrato leggero, strade bianche. Non pensate di andare ad affrontare un tortuoso single track in discesa, per quello ci vuole la solita mountain bike.

Non è una Fat bike

E’ una battuta ovviamente, ma molta gente acquista la bici gravel e poi non è paga dei pneumatici da 40 mm, quindi cerca di montare coperture da mountain bike. Una delle caratteristiche principali della bici gravel è di avere pneumatici a metà fra la bici da corsa e la mountain bike. Se cercate gomme più larghe, avete sbagliato bici, forse volevate una mountain bike.

Bagagli e portapacchi: la bici Gravel è bella per questo

La grande innovazione dei freni a disco ha creato tutto un nuovo approccio al cicloturismo: con i dischi è possibile montare pneumatici di diverse dimensioni senza problemi, portapacchi, parafanghi, tutto molto agevolmente e senza i limiti della dimensione pinza freno. Se siete dei viaggiatori, la Gravel è quasi sicuramente la bici che fa per voi.

Dove posso usarla?

Come già detto, “gravel” significa ghiaia e questo la dice lunga sul terreno dove impiegare questa bici. La gravel però non disdegna l’asfalto, grazie alle dimensioni delle gomme non esagerate ed al manubrio tipo bici da corsa che permette di cambiare spesso posizione. Ovviamente una bici da corsa è più leggera e più scorrevole, ma questo è un dato non così significativo per un ciclo viaggiatore.

 

Daccordi - Gravel, la bike allroad: quali sono le sue caratteristiche

Quali freni scegliere?

La bici gravel può essere costruita con i freni a disco oppure con cantilever o anche freni tipo caliper. Tutto dipende dal vostro uso. I freni a disco peseranno di più (circa 500 grammi più dei freni normali), ma saranno efficaci su tutti i terreni, soprattutto quelli più sporchi o bagnati. I caliper frenano benissimo, ma limitano fortemente la larghezza dei pneumatici e l’uso di alcuni tipi di parafanghi. I freni cantilever risolvono in parte tutti questi problemi, ma hanno una potenza frenante veramente limitata.

Quale cambio scegliere?

La bici gravel può essere usata per viaggi lunghi, gite fuoriporta o per “bici tuttofare”. In giro si vedono le più disparate tipologie di gruppo cambio: dalla singola anteriore con 11 velocità posteriore, come per le mountain bike da competizione, fino alla classica tripla da turista passando per cambi tipo bici da corsa. Il nostro consiglio è: la bici gravel è una bici non estrema, in nessun punto, e quindi non estremizzatela. Un buon range di rapporti vi aiuterà se incapperete in una salita ripida con i borsoni a pieno carico. Rapporti più lunghi vi aiuteranno a risparmiare energie in lunghi rettilinei a vento a favore o leggermente in discesa.

Bella l’idea della singola, bella la tripla, tutte le soluzioni sono buone, ma valutatele in base alle vostre gambe e non fatevi trascinare dalle mode di tendenza. La bici gravel è una bici quasi da randonneur, da randagio solitario: la moda non conta, conta cosa vi sentite dentro.

Una delle novità più interessanti degli ultimi anni è la Gravel, la bici che permette di affrontare l’asfalto con un mezzo più scorrevole di una mountain bike, ma non disdegna una strada sterrata. La Gravel nasce in America, anche se in realtà si tratta più che d’altro di una metamorfosi della bici da ciclocross orientata verso altri obiettivi.

Vediamo qualche caratteristica della bici Gravel che ne determina il tipo di utilizzo e aiuta quindi a capire quale sia il giusto utilizzatore di questa tipologia di bicicletta.

La filosofia, alla base di questo mezzo, che ne ha portato alla realizzazione in serie deriva da un desiderio sempre più emergente:  molte persone stanno riscoprendo il piacere di pedalare sulle strade bianche (gravel=ghiaia).

In sintesi si tratta di una bicicletta con un telaio da corsa, ma non troppo estremo, anzi, con una geometria tendenzialmente comoda in modo da poter stare anche molte ore in sella, ruote rigorosamente da 28” e copertoni maggiorati (magari anche di 40 mm di sezione) con un minimo di grip.

 

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