Daccordi costruisce biciclette da sempre. Biciclette da strada, gravel, telai su misura, bici pensate per andare forte, per correre, per viaggiare, per affrontare salite, discese, sterrati, gare e avventure. Il nostro lavoro quotidiano è fatto di tubi, fibre, geometrie, saldature, verniciature, montaggi, misure e dettagli tecnici. Però la bicicletta, per noi, non è soltanto performance.
La bici è sport, certo. È competizione, ricerca tecnica, passione per il mezzo meccanico. Ma è anche mobilità, educazione, autonomia, salute, rispetto dell’ambiente, rapporto con il territorio. È un modo per muoversi, per crescere, per imparare a stare in strada, per conoscere gli altri. Per questo ci piace pensare alla bicicletta a 360 gradi: non solo come prodotto da vendere, non solo come mezzo sportivo, non solo come oggetto tecnico, ma come parte concreta della vita quotidiana.
Ed è proprio da questa idea che nasce il Bicibus.
Il Bicibus funziona più o meno come uno scuolabus, ma al posto del motore ci sono le biciclette. Ogni mattina un gruppo di bambini parte da casa, passa dalle varie “fermate”, raccoglie gli altri compagni lungo il percorso e arriva a scuola pedalando insieme. Gli zaini vengono caricati su un grande carrello, così i bambini possono viaggiare più leggeri e più sicuri. Il gruppo cambia a seconda delle giornate, ma normalmente sono tra i 10 e i 15 bambini: alcuni percorrono circa 3 chilometri, altri circa 1 chilometro, ma tutti fanno parte dello stesso gruppo.
Sembra un’organizzazione complicata, ma in realtà il tragitto dura appena una ventina di minuti. E spesso, nelle ore di ingresso a scuola, in bicicletta si fa prima che in macchina.
Nel nuovo video pubblicato sul canale di Noah, è proprio Noah a raccontare questa piccola avventura quotidiana. Ha 8 anni e di solito racconta le sue gare in bici; questa volta, invece, la bicicletta non serve per correre, ma per andare a scuola. Il percorso passa da piste ciclabili, strade secondarie e anche da un ultimo tratto sterrato. Non è una gara, non è una prestazione sportiva, ma dentro ci sono molte delle cose che la bici può insegnare.
C’è la mobilità sostenibile, prima di tutto. Non quella raccontata nei convegni o nelle campagne pubblicitarie, ma quella fatta davvero, la mattina presto, quando bisogna alzarsi, preparare i bambini, prendere la bici, attaccare il carrello e partire. Il Bicibus è gratuito, è volontario, non esiste perché qualcuno lo ha imposto dall’alto: esiste perché alcune persone hanno deciso di farlo.
Questo per noi è importante. Oggi si parla moltissimo di sostenibilità, di città più vivibili, di riduzione del traffico, di educazione ambientale. Sono parole giuste, ma se restano soltanto parole rischiano di diventare vuote. Noi non vogliamo essere quelli che parlano e basta. Nel nostro piccolo, queste cose proviamo a farle davvero: ci svegliamo la mattina e accompagniamo i bambini a scuola in bici. Gratis. Per volontariato. Perché crediamo che la cultura della bicicletta non si costruisca solo vendendo biciclette, ma anche creando occasioni reali in cui la bici entra nella vita delle persone.
Una volta abbiamo sentito una frase che ci è rimasta impressa: l’artigianato è talmente parte della cultura di un popolo che l’artigiano ha il dovere di elargire cultura. È una frase forte, ma la sentiamo vicina. Perché se sei artigiano della bicicletta, non puoi limitarti a costruire un bel telaio e considerare finito il tuo compito. Puoi, e forse devi, provare a trasmettere anche una cultura: la cultura della mobilità in bici, dello sport per i bambini, dell’educazione stradale, del rispetto degli altri utenti della strada, dell’autonomia e della responsabilità.
Il Bicibus è tutto questo in forma semplice.
I bambini imparano a pedalare in gruppo, a rispettare i tempi degli altri, a stare ordinati, a seguire un percorso, a riconoscere i punti più delicati della strada. Imparano che la bici non è solo un gioco da usare nel parco o una gara da fare la domenica, ma anche un mezzo normale per andare da qualche parte. Imparano che ci si può muovere senza dipendere sempre dall’auto. E, soprattutto, lo imparano facendolo, non ascoltando una lezione.
Il Bicibus crea anche rispetto. All’inizio una fila di bambini in bici può sembrare una presenza insolita sulla strada; poi, giorno dopo giorno, diventa qualcosa che il paese riconosce. Le auto ormai sanno che quel gruppo passa ogni mattina, lo vedono, lo aspettano, si fermano per lasciarlo attraversare. È un rispetto che nasce dalla presenza, dalla continuità, dall’abitudine. I bambini imparano a rispettare la strada, ma anche la strada, un po’ alla volta, impara a rispettare loro.
E poi il Bicibus è inclusione in modo naturale, senza bisogno di proclami. Ci sono maschi e femmine, bambini di origine italiana e bambini di origine straniera, bambini più sicuri in bici e bambini che hanno bisogno di più attenzione, bambini grandi e bambini piccoli, dalla prima alla quinta elementare. Ognuno ha il suo passo, la sua esperienza, la sua sicurezza, ma il punto è proprio questo: si va insieme. Non vince chi arriva prima, non si lascia indietro chi è meno abile, non si divide il gruppo tra forti e deboli. Si parte insieme e si arriva insieme.
Ci sono anche risultati concreti. Dai calcoli fatti, il Bicibus ha contribuito a ridurre di circa il 12-13% il traffico nelle strade vicine alla scuola. Ogni bambino che partecipa evita l’emissione di circa 70 kg di anidride carbonica all’anno rispetto all’uso dell’auto per il tragitto casa-scuola. Numeri che, presi singolarmente, possono sembrare piccoli, ma che diventano importanti perché nascono da un gesto quotidiano, ripetibile e alla portata di tante scuole.
Anche la scuola ha fatto la sua parte. Il preside Fubini ha messo a disposizione uno spazio dove lasciare le biciclette, mentre Daccordi ha donato le rastrelliere. All’uscita, i bambini del Bicibus possono uscire qualche minuto prima, insieme a quelli del pullman, così da evitare il momento più caotico del traffico davanti alla scuola. Sono piccoli accorgimenti, ma fanno la differenza, perché un progetto del genere funziona solo se famiglie, scuola e volontari collaborano.
Quando piove, le famiglie si confrontano in una chat WhatsApp per decidere se partire oppure no. Ma spesso, se la pioggia è leggera, qualcuno pedala comunque. Non per eroismo, non per fare scena, ma perché quando una cosa diventa naturale smette di sembrare complicata.
Questo è forse il punto più importante: il Bicibus non è un progetto impossibile. Non servono grandi strutture, grandi budget o soluzioni perfette. Servono un percorso ragionevolmente sicuro, qualche adulto disponibile, un po’ di organizzazione, una scuola che ascolta e famiglie che credono nell’idea. Poi si comincia. Magari con pochi bambini, magari solo alcuni giorni alla settimana. Ma si comincia.
Per noi di Daccordi, che ogni giorno lavoriamo su biciclette spesso molto tecniche, performanti e personalizzate, il Bicibus è un promemoria prezioso: la bici più importante non è sempre quella più veloce, più leggera o più costosa. A volte è semplicemente quella che permette a un bambino di andare a scuola con i suoi amici, respirando aria, imparando la strada, conoscendo bambini di altre classi e arrivando al cancello con il sorriso.
La bicicletta può essere gara, viaggio, lavoro, artigianato, passione. Ma può essere anche una cosa molto semplice: un modo migliore per iniziare la giornata.
Guarda il video di Noah e scopri come funziona il nostro Bicibus.




