C’è una notizia di questi giorni proveniente dal mondo delle motociclette che ci dovrebbe far riflettere: in Lussemburgo si sta studiando una nuova segnaletica stradale che dovrebbe diminuire il numero degli incidenti riguardanti i centauri. La tecnica è semplice: vengono applicate delle strisce bianche nelle curve verso sinistra in modo da segnalare ai guidatori la traiettoria giusta per evitare che la loro testa invada la corsia opposta in piega. Questo accorgimento a dire la verità non è un’assoluta novità: test simili erano già stati fatti in Austria nel 2016, con buoni risultati.

In Germania dall’estate scorsa si stanno sostituendo i pali della segnaletica stradale in ferro con nuovi pali in plastica, in modo da rompersi con un eventuale urto del corpo di un motociclista. La Dekra, l’azienda che studia le statistiche sugli incidenti in Germania, si dice soddisfatta, con un numero di morti fra i centauri in diminuzione.

Salvare i ciclisti si può.

Se si può fare qualcosa in questo senso per le moto, si potrebbe fare anche per le bici. L’incremento di morti e incidenti fra i ciclisti è cresciuto al quadrato negli ultimi anni, rendendo le strade più un campo da guerra fra auto con bici che non uno spazio per spostarsi. Non siamo qui a recriminare sulle colpe. Vogliamo solo che qualcosa sia fatto, e quella della segnaletica stradale potrebbe essere una via.

In Svizzera da molti anni esistono strade con una corsia riservata per i ciclisti. I ciclisti hanno l’obbligo di non uscirne e le auto di non entrarvi. E se la strada è troppo stretta in alcuni punti le auto possono calpestare questa sorta di pista ciclabile a velocità molto bassa. In Italia non esiste, eppure non solo si potrebbe fare, ma addirittura fare meglio, per esempio usando le righe a banda rumorosa che vengono impiegate in autostrada, visto che attualmente uno delle maggiori cause di incidente in auto – sia auto con ciclista che auto con auto – è la disattenzione del guidatore.

Potremmo anche ipotizzare cartelli che invitino alla condivisione della strada, come quelli che si vedono in Spagna. Oppure recuperare le strade in disuso sostituite da nuove vie per costruire piccoli tratti di ciclabili, invece di lasciarle abbandonate ad aspettare che la natura si inghiotta l’asfalto. Ancora, avere dei segnali a terra che con la posizione delle auto e delle biciclette agli incroci, come avviene nel Regno Unito. Se un’agenzia specializzata venisse incaricata di effettuare degli studi, siamo sicuri che i risultati ci sarebbero. Invece sembra che al momento il maggiore interesse sia il controllo delle revisioni scadute, bollo auto e autovelox. Probabilmente perché procurano ingressi di cassa superiori rispetto al lavorare sulla nostra sicurezza.

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