Abbiamo visto un super Fabio Aru imporsi ad una tappa del Tour de France. Un netto miglioramento rispetto all’anno scorso, che lo ha portato prima a vincere una tappa eccezionale e, da questo momento,  a lottare per il podio finale a Parigi. Il Campione Italiano è parso, durante l’attacco in salita, più dritto di busto e raccolto rispetto al suo stile di pedalata usuale. Sembrava quasi pedalasse sempre in piedi sui pedali. Può questo particolare fare parte del miglioramento acquisito in salita?

Che Aru stesse rielaborando la propria posizione in bici lo aveva già dichiarato questo Inverno sulla rivista Bicisport, dove aveva detto che stava pensando di utilizzare un telaio leggermente più grande con un avanzamento sella maggiore ed un attacco manubrio più corto. La tendenza degli ultimi anni è sicuramente per tutti una bici più corta, con più dislivello sella manubrio. Quasi una posizione da ciclocross, disciplina che Fabio Aru conosce molto bene, essendo stato un ciclocrossista nelle categorie giovanili. Una posizione comune anche al mountain bike, altra disciplina dove è normale pedalare con la sella piuttosto avanzata ed il manubrio piuttosto vicino. Ma non solo, in mountain bike è comune portare il bilanciamento del peso in avanti. Ed è noto che ci sono ottimi scalatori fra i biker.

Sicuramente è una tendenza opposta agli anni ’90, quando sembrava che l’aerodinamica fosse tutto. Ricordate la posizione estrema di Evgenij Berzin, o le mani basse in salita di Michele Bartoli? Ora invece siamo arrivati alla posizione quasi “verticale” di Froome, che pure ha una resa eccezionale, passando attraverso al busto alto di Lance Armstrong. Cosa è cambiato? Se Armstrong ricercava una respirazione migliore con mani più larghe al manubrio e busto più alto, oggi sembra che la biomeccanica si stia dirigendo non solo verso un miglioramento di potenza a scapito di comodità e aerodinamica, ma proprio di una potenza specifica applicata alla posizione del corpo su di una pendenza. Non tutti infatti tengono presente che in salita il nostro corpo si sposta per controbilanciare il peso, e quindi cambia la nostra posizione in sella. Probabilmente un atleta come Aru, scalatore puro, ha deciso di puntare tutto sulla salita senza compromessi e fra le armi tra lui scelte c’è una posizione in sella specifica per esprimere il massimo in salita in termini di potenza e spinta.

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