Oliare la catena, una delle operazioni più comuni per il ciclista che fa manutenzione alla propria bici, ma al contempo anche una di quelle che vengono fatte in maniera approssimativa e con bassa efficacia.

Vista la semplicità della cosa sembra quasi impossibile che l’80% di coloro che fanno la manutenzione da soli sbagli causando deterioramenti alla catena e al gruppo.  Leggete questi piccoli consigli che se seguiti vi aiuteranno non solo ad allungare la vita della vostra catena ma addirittura in certi casi ad evitarne la rottura soprattutto nell’off-road.

Ma andiamo con ordine: comprate la vostra bici nuova fiammante, con una bella catena argento. Non la toccate, è perfetta così! L’olio in cui vengono immerse le catene in fase di produzione è un prodotto duraturo, fine e protettivo nei confronti della catena. Lasciatelo fino a quando la bici non verrà lavata o non incappa in una pozzanghera o altro che possa sporcare le parti meccaniche.

Ed ora arriviamo al primo lavaggio, per cui viene d’obbligo introdursi ad un piccolo excursus sulla scelta dei prodotti chimici: è comodo e bello utilizzare lo Chante Clair Extra Strong per lavare la propria catena, con risultati fenomenali; peccato che si tratti di Soda altamente corrosiva per tutte le parti meccaniche, quindi in particolar modo per i cuscinetti di movimento centrale o delle pulegge cambio, ma anche per la catena stessa. Usate uno sgrassante sì, ma specifico per biciclette. In commercio se ne trovano molti e con una modica cifra che va dagli 8 ai 12 euro potrete effettuare svariati lavaggi utili e non corrosivi.

Discorso analogo per l’olio della catena: la densità specifica dell’olio per catene da bicicletta è più fine di altri oli, per questo utilizzare altri prodotti non solo accorcerà la vita della catena, ma probabilmente provocherà malfunzionamenti al cambio.

 

E veniamo ora all’operazione vera e propria di lubrificare la catena: con una bici con i freni a cerchio, come può essere la bici da corsa, la posizioniamo leggermente inclinata verso di noi, in modo che l’olio colando dalla catena non caschi sulla parte frenante del cerchio. Questo non sarebbe deleterio solo per la qualità della frenata nell’immediato, ma la composizione chimica dell’olio verrebbe in parte assorbita se venisse a contatto con i pattini freno peggiorandone la loro capacità frenante per sempre. Nel caso di freni a disco, ci posizioniamo in modo da non spruzzare nemmeno una goccia d’olio sui dischi, oppure li copriamo con un panno pulito. Spruzziamo l’olio – o lasciamo cadere le gocce, a seconda del tipo di olio che stiamo usando – sul pacco pignoni posteriore mentre con una mano facciamo girare i pedali all’indietro lentamente. Per una perfetta lubrificazione, continuare a pedalare all’indietro per circa 1 minuto.

E qui si arriva al punto dove la maggior parte dei ciclisti “dimentica” un passaggio fondamentale: rimuovere l’olio in eccesso. Sì perché l’olio deve lubrificare le maglie della catena al suo interno, ma al di fuori di esse che scopo ha? A questo punto bisogna prendere quindi un panno pulito, impugnare la catena con esso ed effettuare 4 – 5 giri completi delle pedivelle all’indietro. La catena esternamente deve rimanere pulita, l’olio non lo vediamo ma c’è, all’interno.

 

Cosa comporta il non effettuare la rimozione dell’olio in eccesso? Semplice, attirerà lo sporco che si attaccherà alla catena, ed i granellini di sabbia o terra lavoreranno in modo corrosivo su catena ed ingranaggi. Peggio, nel caso del mountain bike o ciclocross la catena unta potrebbe attirare molto sporco e creare una piccola poltiglia di sporco che nella rotazione può incastrarsi nelle pulegge cambio e la potenza della pedalata farebbe spezzare la catena. Questa è una situazione che si verifica veramente molto spesso nel fuoristrada, e generalmente i ciclisti danno la colpa al meccanico che ha montato la catena, oppure alla scarsa qualità della catena stessa. In realtà è quasi sempre stata una loro piccola negligenza: il non aver rimosso l’olio in eccesso durante la lubrificazione.

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