Sta facendo diverse polemiche il video di Youreport dove si vede un poliziotto che nel goffo tentativo di fermare un ciclista infiltrato al Giro d’Italia lo fa cadere. Per una serie di coincidenze è successo tutto davanti a noi, presenti a vedere il GPM di Nuoro.

Passano i primi mezzi della carovana con largo anticipo e poi questo signore vestito di rosa in modo goliardico, che all’inizio è accompagnato da un altro simpaticone vestito di giallo. La gente ride, applaude e scatta foto. Alcune moto della Polizia nel frattempo sono passate, ma hanno ignorato la goliardata. E poi arriva quest’altra moto, praticamente fra le ultime che si avvicina per fermarlo ma lo aggancia e lo fa cadere.

 

 

GARANTIRE LA SICUREZZA

Difficile dare un giudizio sull’accaduto. Chiaro che le moto devono offrire una sicurezza del 100%. Lasciar correre può creare un precedente che poi viene imitato da altri, magari da qualcuno sconclusionato che crea una situazione di pericolo. A questo punto però se dobbiamo dirla tutta, per garantire la sicurezza le auto di apertura non dovrebbero passare quasi 10 minuti prima del gruppo. Le staffette fanno sempre un ottimo lavoro ma se si allarga la forbice di tempo è inevitabile che aumenti la pericolosità. Nello specifico a Nuoro dalle prime auto di apertura c’è stato un lasso di tempo incredibilmente lungo al passaggio dei corridori. Tempo che poteva rigenerare una nuova situazione di pericolo.

LA GOGLIARDATA

Il ciclismo è uno sport di strada e vive anche di questi momenti. Quante volte abbiamo visto il famoso diavolo affiancare i corridori in salita? Quanti tifosi spesso inseguono a piedi i loro beniamini? Quante volte la folla si accalca così vicino alla corsa da lasciare solamente un piccolo tunnel di passaggio? E’ successo spesso che gli spettatori abbiano fatto veramente cadere i corridori. Ricordate Guerini al Tour de France, che rischiò di perdere la tappa? O più recentemente Froome? In un certo senso, fa parte del gioco, altrimenti non sarebbe ciclismo, non sarebbe sulla strada.

 

Daccordi - SICUREZZA O ECCESSO DI ZELO?

 

In questo caso però mi sentirei di spezzare più di una lancia a favore del personaggio vestito di rosa: prima di tutto non era ancora passata l’auto “Inizio Corsa”. Secondo, c’era un margine di tempo elevato prima dell’arrivo del gruppo. Terzo, non era un tratto di gara ad alto tasso di competizione. Oltre 100 km dal traguardo, dopo un GPM di bassa categoria, con fuga e gruppo che procedevano ad andatura regolare. Ultima cosa ma non meno importante: il signore vestito di rosa sapeva cosa stava facendo, proseguiva voltandosi spesso a verificare che non sopraggiungesse l’auto di inizio gara e si sarebbe fermato pochi metri più avanti se non fosse sopraggiunta la moto della Polizia.

REAZIONE SPROPOSITATA

Siamo sicuri che il poliziotto non volesse far cadere il ciclista, ma solo costringerlo allo stop. Però è caduto. Se avesse picchiato la testa, avrebbe potuto subire lesioni personali generando una situazione di pericolo anche per il Giro d’Italia, dovendo intervenire al di fuori della gara in situazione di emergenza sul percorso della gara. Aggiungiamo, essendo appunto presenti al “fattaccio”, che nello stesso momento a Nuoro non era la sola situazione di eccesso di zelo da parte delle forze dell’ordine: abbiamo verificato con nostra mano che la Polizia locale ha avuto reazione poco consone all’evento con il traffico ed i parcheggi, con urli e fischi spesso un po’ fuori luogo in un momento piuttosto festoso come il passaggio del Giro d’Italia. Inoltre non permettevano parcheggi fuori dagli spazi, ma usando un po’ di buon senso era chiaro capire che in una situazione anomala con città semi paralizzata dal passaggio della carovana, era da pazzi pensare di lasciare l’auto in sosta in un modo regolare. Verrebbe da dire: se lo volete il Giro adeguatevi, altrimenti fatelo passare da zone più ben disposte nei confronti della carovana.

IL CICLISTA ERA DA FERMARE?

Sicuramente sì, appunto per non creare un precedente. Ma essendo molto avanti alla carovana, c’era tutto il tempo per rallentare e verificare lo stop del ciclista, senza essere così brutali. Le parole di una signora che ha visto la scena ed era sul posto sono state “ecco uno con la divisa che ha trovato il suo momento di protagonismo”. Dispiace che uno solo rovini il lavoro di decine di persone che si mettono in strada ogni giorno per garantire la sicurezza, lavoro sicuramente non facile e carico di tensioni.

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