fbpx

Ecco una notizia Ansa che non convince per nulla, ma che come al solito è stata ripresa da tutte le più grandi testate giornalistiche senza nemmeno appurare la fonte.

Gobee, colosso cinese di bike sharing intento a conquistare l’Europa, si tira indietro. “Troppi vandali”, in Italia ed Europa. Insomma gli italiani sono dei maleducati e cafoni, noi torniamo in Asia.

Verrebbe da dire: in Asia dove? Come riportano il New York Times e il People’s Daily China i primi “maleducati” sono proprio i cinesi. Bici sparse dappertutto. La polizia ha requisito e sequestrato migliaia e migliaia di bici abbandonate.

Guardate che immagini incredibili:

GoBee se la prende anche con gli europei. Anche qui, verrebbe da chiedersi quali europei, visto che le uniche basi in Europa di GoBee sono state Italia e Francia in primis. Mentre in Italia siamo subito partiti con le lodi sfrenate a questo sistema alquanto dubbio di noleggiare una bici con lo smartphone e poterla bellamente lasciare in giro, e ce ne freghiamo se i Navigli di Milano sono pieni di bici mezze galleggianti, in Francia secondo l’agenzia di stampa Reuters il Governo vuole imporre il pugno di ferro e mettere un freno a questo sistema scellerato.

Il problema esiste uguale identico anche in Inghilterra: ad Hackney, cittadina a Nord di Londra, le bici dell’azienda cinese Ofo sono state vandalizzate.

Insomma, sono gli Italiani i cattivoni o è il sistema che non funziona? Scrivo con molto piacere di questo argomento perché alcuni mesi fa proposi una critica su di una rivista riguardante il nuovo bike sharing di Firenze.

Puntai il dito contro la bruttezza esagerata delle bici, che in una città d’arte come Firenze si scontrano come un dito in un occhio. Sono stato fortemente criticato, ma ora il sistema si sta palesando in tutta la sua fragilità, a quanto sembra.

L'inizio della fine del bike sharing cinese? - Daccordi CicliL’articolo apparso sul Brussels Times lascia pensare che dietro al ritiro del colosso GoBee ci sia ben altro: i cittadini di Bruxelles sono stati accusati di vandalismo dopo nemmeno tre mesi di presenza del bike sharing sul loro territorio. Un po’ poco per decretare la fine di un progetto costato milioni.

Quale sarà il vero motivo di questa rinuncia? Non è dato saperlo. Noi intanto continuiamo a essere entusiasti di un sistema che porterà ulteriori problemi di sporco e maleducazione: bici abbandonate sui marciapiedi, sulle rampe per i portatori di handicap, in luoghi di interesse storico.

Queste compagnie cinesi sono state chiamate per colmare un buco che sembrava risolto dalla semplificazione data dal sistema app.

Un abbaglio: in Europa per noleggiare una bici basta strisciare la carta di credito direttamente al parcheggio bici. In Italia viene richiesto un abbonamento da farsi al bar dall’altra parte della strada, con tanto di dati personali ecc.

Se poi rispondete che la qualità delle bici non importa “tanto sono bici da affitto” allora questo vuol dire che c’è un problema sociale.

Nessuno di noi circola con un’auto piena di ammaccature e di con 3–4 pennellate di vernice a caso buttate sulla carrozzeria. È decoro. Ed il decoro è lo stesso anche per la bici.

Chiaro che, se partiamo da un sistema dove già il concetto iniziale lascia uno spiraglio enorme al vandalismo e all’abbandono, abbiamo perso in partenza.

ORDINA LA TUA DACCORDI

Scegli la tua bici Daccordi dalla nostra collezione. Puoi decidere di averla selezionando tra le misure standard o fatta su misura per te, per le tue caratteristiche e per il tuo stile.

ORDINA LA TUA DACCORDI

DACCORDI © COPYRIGHT – 2018 ALL RIGHTS RESERVED

Daccordi S.r.l. - Via Ilaria Alpi 26/28 - 56028 - San Miniato Basso (PI), Italy | T. +39 0571 401447 - F. +39 0571 401512 | info@daccordicycles.com | daccordi@pec.daccordicycles.com
Cap.Soc. EURO 50.000, I.V.   |   C.C.I.I.A REA 150464   |   P.Iva IT01732790504   |  Cod. Univoco e-FATTURA XL13LG4